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"...la profondità non è necessariamente legata alla falsa etica del sacrificio. Immergersi e reimmergersi in un testo — in un amore, in un'amicizia, anziché toccarli di sfuggita come oggi i barbari — non vuol dire sfiancarsi a scavare come un forzato nella miniera, ma è come scendere ripetutamente in mare, scoprendo ogni volta nuove luci e colori, che arricchiscono quelle precedenti, o come fare all'amore tante volte con una persona amata, ogni volta più intensamente grazie alla libertà dell'accresciuta confidenza." Magris.
Dal sito ufficiale di Guccini, una cosa che condivido...
Dice di lui Leonardo Pieraccioni,
comico - attore - regista....
"Se mi avessero dato venti lire ogni volta che ho ascoltato "Incontro"
mi ci sarei comprato un biglietto aereo da farci il giro del mondo.
Conosco tutte le canzoni di Guccini a memoria.
Quando sono andato cercarlo a Pàvana
e mi si è dischiuso in tutta la sua grandezza,
è stato come essere davanti alla Madonna di Loreto."
Eh, sì....
eppppppoi anche io vorrei conoscerlo!
Sono grata a questa Mostra del Cinema e alle coincidenze perchè mercoledì sera ho incontrato un'anima che mi ha folgorato come un colpo di fulmine. Si tratta della cineasta Agnes Varda, ragazzina di ottant'anni di energia e forza comunicativa strepitosa.
Ero al Pala Biennale, un tendone dove si possono vedere i films della sera (due) a prezzi senz'altro più economici rispetto la sala grande. Al tendone si sta un po' scomodi, le seggioline sono piccole, ma c'è un'atmosfera particolare che ricorda molto quella dell'arena all'aperto che frequentavo entrandovi di nascosto dai 14 anni. Lì si stava a seguire i films sotto il cielo aperto e quindi talvolta sotto la pioggia o al freddo. Si portavano cuscini per stare più comodi, panini gustosi e bibite e si assaporava il film con gli amici. Si fischiava o si esprimeva consenso senza badare all'etichetta. Lì non veniva mai la gente del cast (tranne un anno in cui è stata provata la cosa....) ma c'era un'atmosfera unica.
Al Pala Biennale si vive la proiezione in maniera simile e comunque anticonvenzionale rispetto alla cerimoniosità delle prime in sala grande.
Torniamo ad Agnes Varda.
Mentre me ne stavo in piedi con mia zia a chiacchierare in attesa che si spegnessero le luci tra un film e l'altro, la nostra attenzione è stata attratta da una voce maschile che dal palco diceva "Buonasera a tutti, sono Marco Muller, direttore della Mostra Internazionale del Cinema.....". E' stata una sorpresa vederlo lì insieme ad una donna piccola e rotondetta molto disinvolta nel suo improponibile taglio di capelli a scodella con un pazzesco colore bianco sopra e viola sotto. La cineasta, appena premiata con un riconoscimento importante, ha voluto salutare anche il pubblico che avrebbe assistito nelle sale di minor importanza al suo film documentario. Dopo aver simpaticamente e con brio spiegato il tema del film e le sue ragioni (far vedere ai figli, ai nipoti, ai suoi cari ed al pubblico la sua vita con le passioni, le malinconie ed i dolori, le persone, i ricordi e i luoghi....) ci ha salutato chiedendoci di non scappare via dopo i titoli di coda perchè ci sarebbe stata una sorpresa.
Dopo il suo intervento e la sua uscita dalla sala, ha avuto inizio la proiezione che ha perso, nel giro di mezz'ora, molti spettatori per problemi tecnici di proiezione relativi ai sottotitoli in italiano e in inglese. Io però son rimasta, con volontà, nonostante l'ora molto tarda (è cominciato alle 22.50 circa) ed ho scoperto una cosa grande.
Les plages de Agnes, autoritratto e storia di un percorso esistenziale che ha come filo conduttore le spiagge che hanno segnato le tappe fondamentali della vita di Agnes, mi ha colpita ed affondata dandomi forti emozioni, profumate come il mare e pensieri e riflessioni del colore dell'orizzonte .
"Dal Belgio alla Francia del sud, dagli Stati Uniti al centro di Parigi - dove Varda ricrea una piccola spiaggia artificiale - scorrono sullo schermo l'orizzontalità e l'infinito che son stati teatro delle avventure infantili, dei primi esperimenti di fotografa e di cineasta, dei grandi successi e dei grandi dolori di Agnès.La particolarità della vita della regista fotografa - che già negli anni cinquanta si ritrova ad essere nodo primario nella grande rete della cultura occidentale - fa sì che si passi senza soluzione di continuità dalla storia personale alla Storia collettiva, dal diario intimo alla testimonianza, dall'Emozione all'Idea. La grande capacità affabulatoria, la raffinatezza d'un'erudizione antiaccademica, l'intelligenza e l'elasticità della grande esperienza d'un'artista ancora dotata, nonostante l'anagrafe, d'una rara vivacità sono le chiavi di volta grazie alle quali l'intero film si regge e si modella."(da Cinematografo.it)
Non so quando e se il film (fuori concorso) uscirà nelle sale, ma ne consiglio vivamente la visione a chi ama la vita, nei suoi bui e nelle sue luci, nei riflessi d'acqua e nel giallo grigio della sabbia di spiagge infinite; a chi sente l'anima del mondo e delle cose, a chi vive gli affetti con tutto il bene ed il male che da ciò consegue.
Un film documentario fantastico ed unico come la sua autrice, che ha saputo esprimere in pieno l'emozione del momento e quelle di una intera vita.
Una vita straordinaria.
http://www.indie-eye.it/cinema/recensioni/venezia-65-les-plages-dagnes-di-agnes-varda-fuori-concorso/

Inizia lui.....!
George Clooney ha aperto, con Brad Pitt, la 65ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Il 26 sera i due belloni del cinema americano hanno fatto un'apparizione ai Granai della Giudecca, dove è stata organizzata una gran festa. La loro veloce presenza al party ha sconvolto le decine di bocche rifatte a canotto e di seni gonfiati ad arte delle varie mogli di....figlie di....starlettes e le altre fans che han fatto di tutto per attirare l'attenzione. Mi è giunta voce, però, che chi ha saputo usare la testa ed il fascino personale, per avvicinare i due, parlando del Darfur e di progetti umanitari, ha avuto la meglio sulle labbra a canotto e su tanta abbagliante ma finta bellezza ;-)
Alle sette del 27, dopo ore di paziente attesa, le fans accanitissime dei nostri eroi hanno potuto gustarsi la passerella del simpaticissimo George e del bel manichino, nonchè miliardario paparino Brad (per caso si intuisce per chi parteggio io?!). In sala grande con il cast del film "Burn after reading" dei fratelli Cohen, i due hanno assistito insieme al pubblico alla cerimonia inaugurale cui è seguita la proiezione del film. La gradevole commedia in cui si scherniscono la Cia e, in senso lato, anche la società americana, è stata accolta da un pubblico ben disposto e da molte risate. A me sono sembrati bravissimi gli attori tra i quali Malkovich, Tilda Swinton, Frances Mac Dormand, tutti degni di menzione e mi ha divertito e fatto pensare questo ridersi addosso e questo saper cambiar genere con agilità dei mitici fratelli Cohen.
Al termine della proiezione ho potuto partecipare alla grande festa inaugurale sulla spiaggia antistante l'hotel Excelsior, all'interno dell'immensa struttura in plexiglass tra statue di leoni dorati ed illuminati e piatti deliziosi. Il menù prevedeva mille prelibatezze tra le quali ho apprezzato particolarmente il salmone sfilettato in crosta di sfoglia, la spigola alle mandorle, le melanzane alla parmigiana, uno dei vini, l'Astoria Lounge "Fashion Victim". Divi ne ho visti pochi (che sia io che son distratta?!), ma in compenso anche lì abbondavano i siliconi in ogni punto del corpo umano in cui si può inserirli.
La serata si è conclusa con una bella passeggiata tra la diga illuminata e la battigia, dove ondine calme facevano da sottofondo ai riflessi luminosi di candele baluginanti. Come sempre la parte migliore della mia giornata è stata quella passata a sentire il mare, a farmi accarezzare dalla brezza leggera e piacevole mentre, seduta tra cuscini e luci di candele in riva al mare, mi gustavo un clima arabeggiante da mille e una notte.
VIDEO: http://it.youtube.com/watch?v=_EHx40OFtJs
http://it.youtube.com/watch?v=Kyab-tU46mk
Adoro l'estate.
Oggi,
giornata splendida di sole,
nuotavo piano piano a rana
con la testa su dall'acqua .
Son solita far così,
perchè amo il sole,
l'odor di salso,
sentire il leggero scorrere dell'acqua
mentre mi ci immergo e nuoto.
Sto bene coi gabbiani
che mi volano vicino
per prendere al volo
il guizzo di un pesce
d'argento.
Tra la diga da cui parto,
e quella dove arrivo per poi tornare indietro,
è bello ritrovar riferimenti noti,
come la torretta emergente dal mare
dove si attacca la barca dei bagnini
e dove sostano grigi cormorani e bianchi e fieri gabbiani.
Nel mio andare tranquillo e senza fretta,
affondando la bocca sotto acqua con il naso che annusa la superficie,
incontro nuotatori solitari come me.
Stiamo a distanza...
perchè in fondo chi ama il mare e vi nuota,
vuole viverlo da solo,
quasi fosse un amante.
Il mondo,
visto da lì,
diventa un'altra cosa,
e pare atmosfera
di sogno
e fiaba.
Ovunque intorno
tra scogli,
ondine
e riflessi dorati,
si respira la vita
con il suo profumo
unico
inconfondibile
raro.
Vento caldo
qui davanti al mare.
Sto,
con lo sguardo tra le onde
cuore e mente
mi volano col vento.
Eccomi ancora
seduta sul muretto
in un giorno di luglio
con la vita dentro
che batte forte,
calda.
Davanti a me
vallata
e terra verde
che amo,
che sento mia.
Il tuo vento mi canta
di persone,emozioni,sensazioni,
il mio di sentimenti
dolci.
Carezzo il profumo della tua pelle,
odoro la sua morbidezza,
penso a tutta la vita vissuta,
a ciò che sono stata,
che sono,
che sarò.
Rari momenti
son preziosi come questi
e lo sento
nel calore del tuo abbraccio.
Guardo in alto tra le foglie
e col cuore
tra le tue mani
posso dir che son felice
mentre Il verde nella valle
s'infrange sulla riva
e schiuma.
Ecco,
di nuovo,
le cicale cantano la stagione estiva...
perchè io sono ancora qui a far la formica?
Mi sento come chi,
avendo perso ogni appiglio
mentre sta cadendo in un burrone smisurato,
lascia la presa abbandonandosi al suo destino.
E mentre è in volo,
rivede la sua vita e le persone,
sente musiche e voci
vede luce, buio, colori
e gli pare all'improvviso
tutto così semplice,
e comprende a fondo
il motivo di ogni cosa
e cerca con gli sguardi che forse saranno gli ultimi
un prato soffice su cui forse cadrà rialzandosi,
un'acqua
in cui forse si tufferà e potrà nuotare,
un vento forte
che forse gli farà da sostegno e spinta.
E intanto cade
e cade
e vede la terra
che si avvicina
sempre
più.
Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare
e i suoi occhi
son due domande umide, due fiamme
liquide interroganti
e non rispondo,
non rispondo perchè
non so e niente posso dire.
In mezzo ai campi andiamo
uomo e cane.
Luccicano le foglie come
se qualcuno
le avesse baciate
ad una ad una,
salgono dal suolo
tutte le arance
a collocare
piccoli planetari
in alberi rotondi
come la notte e verdi,
e uomo e cane andiamo
fiutando il mondo, scuotendo il trifoglio,
per i campi del Cile,
fra le limpide dita di settembre.
Il cane si arresta,
corre dietro alle api,
salta l'acqua irrequieta,
ascolta lontanissimi
latrati,
orina su una pietra
e porta la punta del suo muso
a me, come un regalo.
Tenera impertinenza
per palesare affetto!
E fu a quel punto che mi chiese,
con gli occhi,
perchè ora è giorno, perchè verrà la notte,
perchè la primavera
non portò nel suo cesto
nulla
per cani vagabondi,
ma inutili fiori,
fiori e ancora fiori.
Questo mi chiede
il cane
e non rispondo.
Andiamo avanti,
uomo e cane, appaiati
dal mattino verde,
dall'eccitante vuota solitudine
in cui solo noi
esistiamo,
questa coppia di un cane rugiadoso
e un poeta del bosco,
perchè non esistono
uccelli o fiori occulti,
ma profumi e gorgheggi
per due compagni,
per due cacciatori compagni:
un mondo inumidito
dalle distillazioni della notte,
un tunnel verde e poi
una prateria,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che cammina,
respira, cresce,
e l'antica amicizia,
la gioia
di esser cane e di esser uomo
tramutata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe e una coda
intrisa di rugiada.
P. Neruda
"Così sono gli addii.
Contengono il bene ed il male.
La rottura e il legame, la voglia di fuggire e quella di restare.
Ma la tristezza è solo una parte delle separazioni.
Forse nemmeno la piu' importante.
Dopo vengono il cambiamento, la crescita, le opportunità creative"