Cinnamomumverum

Cannella, dolce e pepata.

Eccomi

Utente: Cinnamomum
Nome: Vera
Sono molte persone,molti tempi, molti modi di essere viva.Sono curiosa, passionale, permalosa sono dolce ma a volte "taglio" con le parole. Penso sempre, spesso sono triste ma in me prevale la voglia di affrontare,stare in piedi e combattere a fin di bene,se serve. Ho un'enorme sete di conoscenza. Amo leggere, scrivere, disegnare, creare con le mani, fotografare, pensare,amo le persone,gli animali, le piante, amo tentare, preferisco avere rimorsi piuttosto che rimpianti,cerco di vivere l'attimo ma guardo anche al futuro. Penso che in ogni cosa,se si cerca a fondo e se non si risparmia la fatica di aprire la propria mente e il proprio cuore, si possa trovare un gesto d'Amore. Sono, o credo di essere, tutte queste cose e molte altre ancora. Sono Vera.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Le mie letture

Contatore

visitato *loading* volte

lunedì, 01 dicembre 2008

Perchè il sogno più vero
è quello più distante dalla realtà,
quello che vola via senza bisogno di vele,
 né di vento.


 Hugo Pratt


Postato da: Cinnamomum a dicembre 01, 2008 22:51 | link | commenti (9)

mercoledì, 29 ottobre 2008

Le piaghe del lavoro italiano non sono "i fannulloni", che non esistono come categoria determinante, ma "i fantuttoni" alla Brunetta. Non quelli che "fanno nulla" ma quelli che "fanno tutto" meglio di tutti: economia, scuola, cancelli, tornelli, lucchetti, giustizia… E difatti non è più un caso di agitatissima demagogia ma di psicopatologia politica l'idea che il lavoro possa essere regolato dal cartellino e dai chiavistelli.

Dalla robotizzazione dei Fantozzi e dalla fantozzizzazione degli impiegati, dei dirigenti, dei ricercatori, degli scienziati, degli intellettuali, dei giudici, tutti, come i cinesi di Prato, inchiodati sulla sedia a cucire le borse. Al posto dell'operaio di Jünger, soldato (al soldo) della Tecnica, l'Italia del 2008 ha dunque il Brunetta di Berlusconi, soldato del Lavoro Forzato.

Il professore Brunetta, pur gonfio di rancore, rimane infatti, come egli stesso ama scandire, un so-cia-li-sta, con in testa l'operaio ottocentesco della grande tradizione. Perciò scambia il lavoro con la maledizione biblica e l'ufficio con il campo rieducativo alla Pol Pot, in un mondo dove, al contrario, il lavoro cerca di farsi creativo, divertente, ubiquo. Com'è ubiquo il lavoro del procuratore che nello stesso giorno, senza mettere piedi in ufficio, incontra la polizia in questura, interroga un detenuto in galera, indaga sul luogo del delitto e, a casa, studia i fascicoli, scrive una richiesta di archiviazione, attraverso il computer si confronta con la giurisprudenza.

Ci pare roba da fantuttoni assatanati che un professore di economia pretenda di risolvere i problemi di economia del lavoro con metodi da secondino, da chiavistello, da tornello. Si sa che D'Alema gli ha dato dell'"energumeno tascabile" e Brunetta si è risentito accusandolo di razzismo. Ebbene, politicamente Brunetta è un energumeno e basta. Non tascabile, ma oversize. E lo diciamo anche per rispetto dei tanti altri brevilinei italiani (i tascabili appunto) che cercarono di riscattare l'avarizia della Natura con l'iperdinamismo, e basta ricordare Fanfani e Longanesi, il quale per esempio diceva di essere nato «nel secolo decimo nano», e di «passeggiare avanti e indietro... sotto il letto». La differenza non è tra longilinei e brevilinei, ma tra permalosi e ironici; non tra giganti e nani, ma tra intelligenti saggi e intelligenti fanatici.

Il punto è che l'Italia non è il luogo dove si sono dati convegno tutti i fannulloni del mondo. Ma è purtroppo il Paese dell'oltranzismo rancoroso e ideologico che confonde la parte con il tutto. Sono esagerazioni, totalitarismi e paradossi che hanno fatto identificare l'Italia ora con il Paese dei papi omicidi ora con quello degli arlecchini e, via via, dei traditori e delle pagliette, dei Romeo e dei castrati, dei maschi virili e dei cicisbei. Oggi c'è Brunetta che, con occhio spietato e lucido, avrebbe finalmente scoperto che l'Italia realizza l'utopia rovesciata del riposo che nobilita l'uomo, l'Eden del non fare nulla. Ancora una volta lontani dai primati reali, qualcuno inventa per noi primati verbali. Eravamo nulla nel mondo come nazione e Mussolini inventò il nazionalismo fascista. Eravamo nulla come storia moderna e ci siamo inventati l'astuzia e la forza machiavellica. Siamo nulla come governo della produttività e Brunetta si inventa la galera ai fannulloni, l'inquisizione del lavoratore, l'ufficio come espiazione e rieducazione.

Eppure tutti sanno che il lavoro moderno è delocalizzato dall'informatica. Qualche anno fa Jeremy Rifkin spiegò in un famoso libro che come il cavallo sparì dalle strade, dalle campagne e dal paesaggio sociale così anche il lavoratore sparirà dagli spazi produttivi. E infatti i paesi avanzati fanno esperimenti delocalizzando, grazie a Internet, lavori qualificati: costano meno e sono più produttivi. Invece Brunetta vorrebbe inchiodarci alla scrivania forse perché, gonfio di rancore, sogna di mortificare tutti i mondi dove secondo lui ancora si annida la sinistra: gli statali, i professori, i magistrati, i giornalisti, i disabili, i donatori di sangue. Una specie di parodia all'italiana della rivoluzione culturale cinese.

Ieri sul Giornale Mario Cervi, che pure è un signore d'altri tempi, ha amplificato l'idea difensiva molto cara a Brunetta, secondo la quale ogni volta che egli attacca i fannulloni questi gli rispondono che "il problema è ben altro": «Il benaltrismo è un espediente dialettico grazie al quale si elude ogni questione». Sarà pure vero, ma cosa dire del "parlar-altrismo", del parlare d'altro per nascondere le vere questioni? Parla d'altro la Gelmini che invece di tagli alla scuola dibatte di grembiule e di voto in condotta. E Brunetta, anziché del cattivo governo della pubblica amministrazione, parla di fannulloni. Chi dice che il «problema è un altro» non ha molti argomenti, chi "parla d'altro" ha molti argomenti dentro cui nascondersi. Il primo è uno sprovveduto, il secondo è in malafede. Il primo è pavido, il secondo è arrogante. Ecco un pessimo modo di governare, fare una cosa e parlare d'altro: banche, giustizia, sicurezza...

E non si illuda Brunetta perché qualche sondaggio l'ha premiato come nuovo eroe dei fantuttoni che, all'ora del caffè, riempiono i bar d'Italia, personaggi che la sanno lunga: «eh, se ci fossi stato io, quel gol l'avrei segnato», «io Bin Laden l'avrei già preso»... Rientrati negli uffici, i fantuttoni risolvono i problemi domestici dei colleghi, senza mai marcare un'assenza. Ricordo un centralinista che aggiustava ferri da stiro, resuscitava vecchi trasformatori, riaccendeva lampade rotte. Stava sempre al suo posto e riusciva persino a rispondere al telefono. Nessuno ha mai scoperto che vendeva patacche e orologi rubati. Come Brunetta, era lui il re dei "fantuttoni", che in fondo sono solo fannulloni indaffarati.

(Francesco Merlo, La ricetta ottocentesca di Brunetta il "fantuttone", la Repubblica, 28 ottobre 2008)


Postato da: Cinnamomum a ottobre 29, 2008 23:35 | link | commenti

martedì, 07 ottobre 2008

"...la profondità non è necessariamente legata alla falsa etica del sacrificio. Immergersi e reimmergersi in un testo — in un amore, in un'amicizia, anziché toccarli di sfuggita come oggi i barbari — non vuol dire sfiancarsi a scavare come un forzato nella miniera, ma è come scendere ripetutamente in mare, scoprendo ogni volta nuove luci e colori, che arricchiscono quelle precedenti, o come fare all'amore tante volte con una persona amata, ogni volta più intensamente grazie alla libertà dell'accresciuta confidenza." Magris.


Postato da: Cinnamomum a ottobre 07, 2008 23:41 | link | commenti (5)
riflessioni

giovedì, 18 settembre 2008


Dal sito ufficiale di Guccini, una cosa che condivido...
Dice di lui Leonardo Pieraccioni,
 comico - attore - regista....
"Se mi avessero dato venti lire ogni volta che ho ascoltato "Incontro"
mi ci sarei comprato un biglietto aereo da farci il giro del mondo.
Conosco tutte le canzoni di Guccini a memoria.
Quando sono andato cercarlo a Pàvana
e mi si è dischiuso in tutta la sua grandezza,
 è stato come essere davanti alla Madonna di Loreto."

Eh, sì....
eppppppoi anche io vorrei conoscerlo!


Postato da: Cinnamomum a settembre 18, 2008 14:56 | link | commenti (7)
musica, riflessioni, arte, testi musicali

venerdì, 05 settembre 2008
Les plages de Agnes

Sono grata a questa Mostra del Cinema e alle coincidenze perchè mercoledì sera ho incontrato un'anima che mi ha folgorato come un colpo di fulmine. Si tratta della cineasta Agnes Varda, ragazzina di ottant'anni di energia e  forza comunicativa strepitosa.
Ero al Pala Biennale, un tendone dove si possono vedere i films della sera (due) a prezzi senz'altro più economici rispetto la sala grande. Al tendone si sta un po' scomodi, le seggioline sono piccole, ma c'è un'atmosfera particolare che ricorda molto quella dell'arena all'aperto che frequentavo entrandovi di nascosto dai 14 anni. Lì si stava a seguire i films sotto il  cielo aperto e quindi  talvolta sotto la pioggia o al freddo. Si portavano cuscini per stare più comodi, panini gustosi e bibite e si assaporava il film con gli amici. Si fischiava o si esprimeva consenso senza badare all'etichetta. Lì non veniva mai la gente del cast (tranne un anno in cui è stata provata la cosa....) ma c'era un'atmosfera unica.
Al Pala Biennale si vive la proiezione in maniera simile e comunque anticonvenzionale rispetto alla cerimoniosità delle prime in sala grande.

Torniamo ad Agnes Varda.

Mentre me ne stavo in piedi con mia zia a chiacchierare in attesa che si spegnessero le luci tra un film e l'altro, la nostra attenzione è stata attratta da una voce maschile che dal palco diceva "Buonasera a tutti, sono Marco Muller, direttore della Mostra Internazionale del Cinema.....". E' stata una sorpresa vederlo lì insieme ad una donna piccola e rotondetta molto disinvolta nel suo improponibile taglio di capelli a scodella con un pazzesco colore bianco sopra e viola sotto. La cineasta, appena premiata con un riconoscimento importante, ha voluto salutare anche il pubblico che avrebbe assistito nelle sale di minor importanza al suo film documentario. Dopo aver simpaticamente e con brio spiegato il tema del film e le sue ragioni (far vedere ai figli, ai nipoti, ai suoi cari ed al pubblico la sua vita con le passioni, le malinconie ed i dolori, le persone, i ricordi e i luoghi....) ci ha salutato chiedendoci di non scappare via dopo i titoli di coda perchè ci sarebbe stata una sorpresa.
Dopo il suo intervento e la sua uscita dalla sala, ha avuto inizio la proiezione che ha perso, nel giro di mezz'ora, molti spettatori per problemi tecnici di proiezione relativi ai sottotitoli in italiano e in inglese. Io però son rimasta, con volontà, nonostante l'ora molto tarda (è cominciato alle 22.50 circa) ed ho scoperto una cosa grande.
Les plages de Agnes,  autoritratto e  storia di un  percorso esistenziale che ha come filo conduttore  le spiagge che  hanno segnato le tappe fondamentali della vita di Agnes, mi ha colpita ed affondata dandomi forti emozioni, profumate come il mare e pensieri e riflessioni del colore dell'orizzonte .

 "Dal Belgio alla Francia del sud, dagli Stati Uniti al centro di Parigi - dove Varda ricrea una piccola spiaggia artificiale - scorrono sullo schermo l'orizzontalità e l'infinito che son stati teatro delle avventure infantili, dei primi esperimenti di fotografa e di cineasta, dei grandi successi e dei grandi dolori di Agnès.La particolarità della vita della regista fotografa - che già negli anni cinquanta si ritrova ad essere nodo primario nella grande rete della cultura occidentale - fa sì che si passi senza soluzione di continuità dalla storia personale alla Storia collettiva, dal diario intimo alla testimonianza, dall'Emozione all'Idea. La grande capacità affabulatoria, la raffinatezza d'un'erudizione antiaccademica, l'intelligenza e l'elasticità della grande esperienza d'un'artista ancora dotata, nonostante l'anagrafe, d'una rara vivacità sono le chiavi di volta grazie alle quali l'intero film si regge e si modella."(da Cinematografo.it)

Non so quando e se il film (fuori concorso) uscirà nelle sale, ma ne consiglio vivamente la visione a chi ama la vita, nei suoi bui e nelle sue luci, nei riflessi d'acqua e nel giallo grigio della sabbia di spiagge infinite; a chi sente l'anima del mondo e delle cose, a chi vive gli affetti con tutto il bene ed il male che da ciò consegue.
Un film documentario  fantastico ed unico come la sua autrice, che ha saputo esprimere in pieno l'emozione del momento e quelle di una intera vita.
Una vita straordinaria.
http://www.indie-eye.it/cinema/recensioni/venezia-65-les-plages-dagnes-di-agnes-varda-fuori-concorso/


Postato da: Cinnamomum a settembre 05, 2008 09:09 | link | commenti (4)
natura, mare, recensioni, riflessioni, cinema, venezia, arte, creatività

giovedì, 04 settembre 2008

Lo so, lo so, lo so.....sono in ritardo, ho una serie di films sui quali vorrei dire la mia ma sono stata inghiottita dagli impegni di lavoro (ahimè, talvolta ci sono anche quelli!). Tra poco arrivo, aspettatemi!!!
Vera
Ps. Intanto leggete qui, questa donna è un portento, parola mia;-)

Venezia: premiata Agnes Varda
Il riconoscimento sara' consegnato alla regista da Wim Wenders
(ANSA) - VENEZIA, 3 SET - Il premio 'Vive la Cineaste - Glory to the Filmmaker Award' e' stato assegnato, nell'ambito di Venezia 65, alla regista Agnes Varda. Il riconoscimento viene consegnato alla regista francese prima della proiezione ufficiale di 'Les Plages d'Agnes', nella Sala Grande del Palazzo del Cinema. Varda' lo ricevera' da Wim Wenders, presidente della Giuria Venezia65, e dalla presidente della Giuria Orizzonti, Chantal Akerman.


Postato da: Cinnamomum a settembre 04, 2008 13:22 | link | commenti (2)
cinema, venezia, arte

sabato, 30 agosto 2008
The burning plain

                              

Venezia, 29 ago. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Esiste una sottile linea tra tragedia e felicita': come gia' insegnavano Shakespeare e Sofocle, in un minuto puo' cambiare tutto". Lo sceneggiatore Guillermo Arriaga presenta cosi' il suo esordio dietro la macchina da presa, "The Burning Plain", in concorso alla 65esima Mostra di Venezia e in uscita il 14 novembre nelle nostre sale distribuito da Medusa.


Consiglio di vedere "The burning plain", di Arriaga, con Charlize Theron ,Kim Basinger, e Jennifer Lawrence nel ruolo di protagoniste. La storia è ben narrata, coinvolge emotivamente, induce a riflessioni, commuove. Tra gli attori ho apprezzato soprattutto Charlize e la giovane Jennifer Lawrence.

La storia, ambientata  tra le vaste pianure del Messico e Portland,  tratteggia gli elementi  della vendetta, del rimorso e  dell'espiazione, nell'amore. "Uno squarcio aperto nella finestra del tempo dove ogni cosa ritorna, in un ipotetico cerchio, dal punto in cui era partita".
Sylvia (Charlize Theron) è una  giovane e attraente manager bella quanto tormentata da qualcosa che le incupisce lo sguardo e che le fa ricercare in rapporti occasionali e in gesti autolesionistici, uno sfogo al suo dolore silenzioso. Ma il suo passato nel New Mexico, un giorno, bussa alla sua porta, costringendola a guardare in faccia  la sua adolescenza (Jennifer Lawrence), il ricordo della donna dalla quale è nata (Kim Basinger),  ed il viso della figlia, così simile al padre Santiago......

Al termine della proiezione in Sala Grande, cena di gala blindata all'hotel  Des Bains al cospetto del cast.
Peccato che pur avendo gli inviti ma essendo arrivata in ritardo per seguire una proiezione, io sia rimasta nella hall dell'albergo con la mia  amica in attesa di qualche miracolo del nostro accompagnatore che....non è riuscito nei suoi intenti, pur mettendocela tutta.
Poco male, mi son goduta il via vai di presenze mondane, con una Marta Marzotto che chiamava gli amici gridando come una buttera maremmana ed i fotografi che pur di trovare qualcuno di famoso hanno fotografato a lungo anche la mia bella amica.

A margine una domanda che mi son posta: che sia un caso che quest'anno le feste più ricche siano state commissionate dalla Medusa (Mediaset)?

http://www.comingsoon.it/video.asp?key=1791|1369&ply=1
http://espresso.repubblica.it/multimedia/spettacoli/2810216
http://www.comingsoon.it/Primo-Piano-Page.asp?key=328#


Postato da: Cinnamomum a agosto 30, 2008 09:25 | link | commenti (5)
recensioni, cinema, venezia

mercoledì, 27 agosto 2008
Burn after reading

                                                         

Inizia lui.....!
George Clooney ha aperto, con Brad Pitt, la 65ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Il 26 sera i due belloni del cinema americano hanno fatto un'apparizione ai Granai della Giudecca, dove è stata organizzata una gran festa. La loro veloce presenza al party ha sconvolto le decine di bocche rifatte a canotto e di seni gonfiati ad arte delle varie mogli di....figlie di....starlettes e le altre fans che han  fatto di tutto per attirare l'attenzione. Mi è giunta voce, però, che chi ha saputo usare la testa ed il fascino personale, per avvicinare i due, parlando del Darfur e di progetti umanitari, ha avuto la meglio sulle labbra a canotto e su tanta abbagliante ma finta bellezza ;-)
Alle sette del 27, dopo ore di paziente attesa, le fans accanitissime dei nostri eroi hanno potuto gustarsi la passerella del simpaticissimo George e del bel manichino, nonchè miliardario paparino  Brad (per caso si intuisce per chi parteggio io?!). In sala grande con il cast del film "Burn after reading" dei fratelli Cohen, i due hanno assistito insieme al pubblico alla cerimonia inaugurale cui è seguita la proiezione del film. La gradevole commedia in cui si scherniscono la Cia e, in senso lato, anche  la società americana, è stata accolta da un pubblico ben disposto e da molte  risate. A me sono sembrati  bravissimi gli attori tra i quali Malkovich, Tilda Swinton, Frances Mac Dormand, tutti degni di menzione e mi ha divertito e fatto pensare questo ridersi addosso e questo saper cambiar genere con agilità dei mitici fratelli Cohen.
Al termine della proiezione ho potuto partecipare alla grande festa inaugurale sulla spiaggia antistante l'hotel Excelsior, all'interno dell'immensa struttura in plexiglass tra statue di leoni dorati ed illuminati e piatti deliziosi. Il menù prevedeva mille prelibatezze tra le quali ho apprezzato particolarmente il salmone sfilettato in crosta di sfoglia, la spigola alle mandorle, le melanzane alla parmigiana, uno dei vini, l'Astoria Lounge "Fashion Victim". Divi ne ho visti pochi (che sia io che son distratta?!), ma in compenso anche lì abbondavano i siliconi in ogni punto del corpo umano in cui si può inserirli.
La serata si è conclusa con una bella passeggiata tra la diga illuminata e la battigia, dove ondine calme facevano da sottofondo ai riflessi luminosi di candele baluginanti. Come sempre la parte migliore della mia giornata è stata quella passata a sentire il mare, a farmi accarezzare dalla brezza leggera e piacevole mentre, seduta tra cuscini e luci di candele in riva al mare, mi gustavo un clima arabeggiante da mille e una notte.

VIDEO: http://it.youtube.com/watch?v=_EHx40OFtJs
http://it.youtube.com/watch?v=Kyab-tU46mk


Postato da: Cinnamomum a agosto 27, 2008 11:39 | link | commenti (4)
natura, mare, recensioni, riflessioni, cinema, venezia

martedì, 26 agosto 2008

Tra cari amici in partenza e nuove persone in arrivo, sta per cominciare la 65° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica del Lido. I lavori per allestire il piazzale antistante il palazzo del cinema, pur iniziati intorno al 2 agosto, stanno procedendo frenetici giorno e notte, con centinaia di giovani operai al lavoro sotto il sole, sotto la pioggia, nell'umidità o nell'aria secca. Di queste persone, di quelle che rendono possibile un evento, non si parla mai, ma senza di loro, senza il basso lavoro dalle fondamenta, nulla sarebbe com'è alla fine dei giochi. Il palazzo del cinema è stato fasciato in enormi drappi di tela bianca da cui sono stati fatti uscire, per mezzo di tagli nel tessuto, i mitici leoni dorati. Tra ieri ed oggi sono stati allestiti gli stands e domani tutto sarà pronto.
Io mi godrò lo spettacolo, la compagnia degli amici, le serate mondane, i films, qualche festa, per poi ritornare, piano piano, alla vita di sempre quando tutto finirà. E l'autunno calerà su di me come un velo di malinconia.

www.youtube.com/v/eKHntAQMmEg


Postato da: Cinnamomum a agosto 26, 2008 08:58 | link | commenti (5)
cinema, venezia

giovedì, 07 agosto 2008

Adoro l'estate.

Oggi,
giornata splendida di sole,
 nuotavo piano piano a rana
con la testa su dall'acqua .
Son solita far così,
perchè amo il sole,
 l'odor di salso,
 sentire il leggero scorrere dell'acqua
mentre mi ci immergo e nuoto.
Sto bene coi gabbiani
che mi volano vicino
per prendere al volo
 il guizzo di un pesce
d'argento.
Tra la diga da cui parto,
e quella dove arrivo per poi tornare indietro,
è bello ritrovar riferimenti noti,
come la torretta emergente dal mare
dove si attacca la barca dei bagnini
e dove sostano grigi cormorani e bianchi e fieri gabbiani.
Nel  mio andare tranquillo e senza fretta,
affondando la bocca sotto acqua con il naso che annusa la superficie,
incontro nuotatori solitari  come me.
Stiamo a distanza...
perchè in fondo chi ama il mare e vi nuota,
vuole viverlo da solo,
quasi fosse  un amante.
Il mondo,
visto da lì,
diventa un'altra cosa,
e pare atmosfera
di sogno
e fiaba.
Ovunque intorno
tra scogli,
ondine
e riflessi dorati,
si respira  la vita
con il suo profumo
unico
inconfondibile
raro.


Postato da: Cinnamomum a agosto 07, 2008 16:45 | link | commenti (3)
natura, mare, riflessioni, venezia

Le mie foto

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di Cinnamomum. Crea il tuo badge qui.